Podidara

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 Una sola parola, un lemma che la maggior parte dei lettori non capir, ma un singolo tassello di una vita felice vissuta a pieni polmoni, remota s, ma non abbastanza da essere dimenticata

Unestate che cominciava ufficialmente tutti gli anni con questa parolina magica, un ricordo riaffiorato durante una fredda serata invernale come questa, perch una persona a me cara la ripropone a cena ripercorrendo gli stessi anni felici che ricordo anche io

La mia cara nonna raccontando, tra le risa un po amare, un po malinconiche, ed in una lingua a voi quasi sconosciuta, il dialetto calabrese (non fosse per qualche meteora comica) un avvenimento della sua infanzia, nomina questa pianta, questo fiore cos meridionale e cos fresco che tutti noi conosciamo in italiano come ginestra

La ginestra un simbolo molto forte, forza, caparbiet, capacit di sopravvivere in situazioni estreme come colate laviche, il giallo sul nero, vittoria della felicit e rinascita dalla distruzione e dallannientamento tutto questo nei cuori di chi ha vissuto con questo spiritello dorato per una vita intera prima di immergersi nel grigio cemento di una terra a cui non appartiene un ricordo, puro e gioioso

Una frase, una voce fanno capolino nella mia mente tanto adulta e ancora cos bambina, quella della persona che ha lasciato un vuoto enorme nella vita di chiunque lo abbia conosciuto andando via senza disturbo e senza rumore oramai quasi un anno fa: mio nonno

Ognuno di noi ha vissuto con le massime e gli insegnamenti di un nonno che ricorda con amore, io stasera ho ricordato il suo ritorno dalla bottega in cui creava piccole e grandi meraviglie di legno con il suo genio di artigiano di un tempo, la sua voce piena di felicit nel dire vaju u coju a podidara per a ziteda per u corpus domini Doverosamente traduco: vado a raccogliere la ginestra per la bambina per la festa del Corpus Domini

La festa del Corpus Domini la processione tipica di met giugno e nel paesello a met strada tra la montagna e il mare in cui sono cresciuta, lusanza era quella di spargere petali di ginestra per la strada al passaggio della funzione religiosa La felicit di mio nonno era dovuta essenzialmente alla felicit che avrebbe procurato a me con quel dono cos campestre, e in questo pensiero racchiusa lintera personalit di quellomino minuto con uno spirito cos grande

Quel singolo lemma dialettale ha scatenato in me un vortice di ricordi toccati da tutti i 5 sensi: ne ho sentito distintamente il profumo generoso che esalava prepotente dallasfalto torrido, ne ho visto il giallo rinfrescato a memoria dalla mia recente visita allEtna sul quale cresce rigogliosa, ho sentito i canti spirituali delle comari di paese ritmati dal lento scrosciare dei sandali nel cammino, i miei polpastrelli hanno ricordato vividamente il tocco dei petali vellutati raccolti insieme in una cesta di vimini intrecciata, ho ricordato il sapore dei biscotti che si offrivano agli angoli dei vicoletti

Ho sentito soprattutto le tue mani, le tue mani provate da un lavoro nobile che amavi come la tua famiglia, le mani che destate raccoglievano i frutti che la terra da te curata ci regalava e che dinverno riscaldavano le mie perch erano sempre fredde, i tuoi occhi colmi damore e il tuo sorriso intimidito da una ferrea educazione che ci hai sempre trasmesso, come lamore per la vita e la gioia di donarla agli altri

Ti voglio bene, ora come allora e come sempre far

La tua Proserpina